MEDITERRANEO MARE DI PACE,
Alla scoperta delle sue nascoste bellezze.
Persone, storie, luoghi attraverso il cammino di Luigi Previati, genovese di adozione, grande appassionato giardiniere e uomo di profonda Pace

a cura dell’associazione internazionale umanista “Mondo senza Guerre e senza Violenza”

Venerdì 20 maggio ore 14.30 | Salette MarinaPlace


Dedicato a Luigi
Luigi era tante cose…. Era una persona ecclettica: era un contadino, amante della natura. Amava profondamente i beni fondamentali: la terra e l’acqua. Da sempre impegnato sui temi della difesa dell’ambiente, della sostenibilità delle colture e della valorizzazione dei prodotti, come spesso ripeteva, “a chilometro zero”. Luigi era un uomo libero cittadino del mondo, amava profondamente e si riconosceva nei valori della Costituzione italiana nata dalla resistenza. Era un insegnante, appassionato del proprio lavoro che svolse per più di 40 anni nelle scuole superiori. La scuola era per lui un luogo di formazione e di crescita delle ragazze e dei ragazzi, volta a favorire una promozione sociale e a sviluppare una cittadinanza attiva, consapevole, responsabile e globale. Quando andò in pensione non perse il suo “travolgente” entusiasmo e, con la motivazione e l’umanità che da sempre lo caratterizzavano, tornò tra i banchi di scuola, questa volta tra i bambini e le bambine della scuola primaria, per promuovere progetti che valorizzavano la cultura della comunità locale, dell’ambiente, della solidarietà, della libertà e della pace. Luigi era un uomo di pace, così come ricorderà per sempre la targa a lui dedicata, posizionata davanti al Gingko biloba, hibakujumoku, testimone sopravvissuto dell’olocausto nucleare di Hiroshima, messo a dimora nei giardini di Villa Ghersi Carrega, sede del Municipio V della Valpolcevera, dai bambini della Scuola Primaria Dante Alighieri. Questo alberello era stato affidato a Luigi e al compagno di viaggio Stefano Martini, da Tiziana Volta volontaria di Mondo senza Guerre e senza Violenza, che collabora con PEFC Italia a Green Legacy Hiroshima, custode dei semi delle piante sopravvissute, come simbolo sacro dell’umanità e della natura. Questa piantina rappresenta simbolicamente diverse anime: la volontà e l’impegno, attraverso azioni concrete, per un mondo senza violenza, il riconoscimento e l’importanza della cura, della salvaguardia della terra, della natura. Luigi, purtroppo, non ha potuto assistere a questo evento commovente e intenso, ma, come ha detto splendidamente un amico e compagno di viaggio, il partigiano Giotto, presente alla cerimonia: “Per Luigi l’albero era simbolo sacro della vita, era radici, fusto, chioma. Luigi era così: radici, fusto e chioma”. Ai ragazzini e alle ragazzine Luigi ha trasmesso l’amore e la passione per gli alberi, infatti per noi tutti lui è “l’uomo che piantava gli alberi”, quegli alberi che sono i guardiani dell’acqua trasparente, della terra fertile, dell’aria pulita e del fuoco buono (dal discorso “mio fratello l’albero di Wangari Maathai, prima donna africana premio Nobel per la pace 2004)